Lettera aperta all'amministrazione comunale di Catania, Attanasio (Cisl): «Inaugurare una nuova stagione di dialogo sociale»
09/12/2025 21:39
Gentile direttore del quotidiano "La Sicilia"
Catania, 20 novembre 2025
Desidero chiedere ospitalità all'autorevole tribuna rappresentata dal quotidiano da lei diretto, per indirizzare una lettera aperta all’amministrazione comunale di Catania con cui rinnovare l'appello a riavviare un confronto reale e concreto con le forze sociali sui problemi del territorio, anche alla luce dell’ultima classifica sulla qualità della vita delle principali città italiane che vedono Catania occupare ancora posizioni di retrolinea, e delle potenzialità legate alla massa di investimenti che da qui a breve interesseranno la città.
Catania avverte oggi, con crescente urgenza, la necessità di un “Patto Sociale di corresponsabilità e partecipazione” fondato sulla promozione della legalità, sul rispetto e la salvaguardia del bene comune, sul buon lavoro e su una visione “totale” di crescita integrata e sostenibile.
La progressiva disintermediazione dei corpi intermedi e di quelle associazioni che, storicamente, hanno rappresentato la trama viva della partecipazione civica, sta generando una frattura sociale profonda: un’ampia parte della cittadinanza si sente esclusa dall’interesse politico-amministrativo di dare governo alle diverse questioni che stanno investendo la società e dai processi decisionali che definiscono il presente e il futuro della città, alimentando una pericolosa deriva verso l’indifferenza e il disimpegno civico.
È manifesto, nella quotidianità urbana, come il degrado ambientale e la disobbedienza sociale siano divenuti sintomi di una più vasta e preoccupante disgregazione comunitaria.
Al sindaco Trantino, cui riconosciamo il merito di affrontare con impegno la complessità di governare una delle realtà più significative del Mezzogiorno, rinnoviamo l’appello a inaugurare una nuova stagione del dialogo sociale e del confronto strutturato e concreto, orientata alla definizione di un progetto realmente olistico di comunità e di città metropolitana.
La Cisl, nel solco del proprio ruolo di soggetto sociale responsabile, ribadisce la piena disponibilità a contribuire a un percorso che renda le politiche sociali, il buon lavoro, lo sviluppo socio-economico, le infrastrutture e la coesione territoriale elementi di una strategia concertata, generativa e inclusiva per l’intera comunità catanese e provinciale.
Papa Francesco, ammonendo coloro che decidevano in solitudine sul destino altrui, ricordava che “nessuno si salva da solo”: un monito che Catania non può più permettersi di trascurare o ignorare. La città necessita oggi più che mai di unità, dialogo democratico, alleanze virtuose e aggregazioni sane che creino comunità e siano contaminanti nel tessuto sociale. Sono indispensabili corresponsabilità individuali e collettive, affinché ciascuno e tutti - istituzioni, forze sociali, cittadini – operino con onestà intellettuale e lungimiranza, abbandonando definitivamente logiche “partitocratiche”.
Constatiamo molto spesso, con crescente preoccupazione, l’affermarsi di un pensiero unico e “assoluto”, accompagnato dalla convinzione che sia semplicemente sufficiente un intervento di “maquillage” comunicativo per affrontare criticità che, al contrario, richiedono un’autentica rigenerazione sociale, profonda e non più procrastinabile.
Da tempo, salvo rare eccezioni, è venuto meno quel confronto di merito stabile e costruttivo tra amministrazione comunale, anche negli assessorati come nei livelli dirigenziali, e le rappresentanze sociali.
Spesso, anche quando si è stati convocati per condividere piani o programmi, il confronto non ha superato la mera ratifica di decisioni forse già assunte, privando la città di quel processo partecipativo che, nel passato non lontano, aveva consentito di elaborare accordi sociali significativi, capaci di attrarre ingenti finanziamenti comunitari e statali, creando le condizioni favorevoli per l’insediamento di realtà industriali di rilievo internazionale (3Sun, Nokia, IKEA e altre), e di avviare opere e infrastrutture strategiche che hanno alimentato occupazione, economia e benessere diffuso in tutto il Sud Est siciliano.
Non è più ammissibile ricorrere al confronto solo in presenza di emergenze o per assolvere obblighi normativi connessi a scadenze temporali, esiti che spesso si traducono in incontri sterili e deludenti. Il tempo degli interventi “a frammenti”, privi di una visione amministrativa ampia e coerente, è definitivamente tramontato.
Le criticità che richiedono una governance partecipata sono numerose: le politiche per le periferie, le politiche sociali e la “Rete Sociale”, quest’ultima quasi evanescente, che dovrebbe costituire l’architettura della protezione sociale cittadina; la revisione dei tavoli concertativi previsti dalla Legge 285/1997 (Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza); la situazione irrisolta della zona industriale; le gravi condizioni delle periferie urbane, divenute veri e propri “non luoghi”, ove la marginalità assume dimensioni esistenziali; i progetti di urbanizzazione e le nuove opere, conosciuti solo da una ristretta cerchia di soggetti; la gestione del traffico cittadino, che non può essere affidata unicamente alla repressione, poiché incide su molte altre criticità urbane; il lavoro dei giovani e un collegamento più efficace con la formazione professionale e le imprese; la rigenerazione urbana, sociale e le politiche dell’abitare, con particolare attenzione al quartiere di San Cristoforo.
Nel documento consegnato ai candidati sindaci in occasione dell’ultima tornata elettorale, avevamo delineato con precisione il quadro della città e posto in cima alle priorità la questione morale: il contrasto all’illegalità diffusa e al degrado che avvolge intere aree urbane. E, come sempre nel nostro agire, avevamo affiancato alla denuncia una serie di proposte organiche e realistiche racchiuse nel “Patto Sociale per Catania”. Tuttavia, il confronto sistematico che auspicavamo non ha visto realizzazione, se non in sporadiche circostanze.
Per questi motivi rinnoviamo, con fermezza e spirito costruttivo, l’invito a inaugurare un Patto Sociale vero, fondato sul metodo della concertazione, sulla responsabilità condivisa e sulla visione comune di una Catania che possa finalmente ritrovare la propria dignità civile, sociale e istituzionale. La Cisl di Catania, con le sue Federazioni di categoria, è pronta a fare la propria parte.
Maurizio Attanasio, segretario generale Ust Cisl Catania
