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Riorganizzazione sanitaria, Cisl e Fnp Catania: «Quattro proposte per un modello integrato, sostenibile e coerente»

Riorganizzazione sanitaria, Cisl e Fnp Catania: «Quattro proposte per un modello integrato, sostenibile e coerente»

01/10/2025 14:38

Dossier presentato al Tavolo della Salute provinciale

Le aree analizzate: sistema 118, assistenza territoriale, enti/privati accreditati, tutela del lavoro e CCNL

Catania, 25 agosto 2025 - Tutela del lavoro nei servizi gestiti da enti accreditati, una postazione con mezzo di soccorso avanzato per la zona industriale e una compiuta integrazione del sistema dell’emergenza-urgenza nella rete ospedaliera. Questi i temi più corposi di cui la Cisl di Catania ha investito recentemente, attraverso una proposta scritta, il Tavolo della Salute dell’Asp di Catania. Fanno parte di un dossier di quattro aree, elaborate dalla Cisl e dalle sue federazioni in vista dei confronti per la riorganizzazione sanitaria, che comprendono anche il rafforzamento dell’assistenza territoriale per i pazienti cronici e l’inclusione dei privati accreditati che erogano prestazioni socio-sanitarie. 

«La Cisl di Catania - spiegano il segretario generale Maurizio Attanasio e Giacomo Giuliano, segretario generale della Fnp Cisl etnea - sta monitorando le iniziative intraprese dall’Asp e ne apprezza lo sforzo nell’avanzamento della riforma, prevista dalla Missione 6 del PNRR e dal DM 77/2022, sia per la parte strutturale sia per il personale. Proprio in merito ai bandi di accreditamento per i servizi resi da consorzi e cooperative, abbiamo riscontrato alcuni casi in cui non viene richiamato l’obbligo di impiego dei contratti collettivi nazionali (Ccnl) maggiormente rappresentativi, con l’assenza di regole certe sulle tutele dei lavoratori coinvolti e con possibili ricadute negative sul servizio reso». 

Per la Cisl, il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera deve fondarsi su un modello a rete integrato, in grado di superare le attuali frammentazioni e inefficienze e con al centro la persona e i suoi bisogni di salute. «Le proposte di cui abbiamo investito il tavolo – aggiungono i due segretari – sono frutto della nostra visione di modello sanitario sostenibile, coerente con le reali esigenze del territorio, capace di rispondere in modo efficace alla crescente domanda di presa in carico integrata e di continuità assistenziale, soprattutto per i pazienti fragili e cronici».

 

Le proposte 

1 - Integrazione del sistema 118 nella rete ospedaliera e territoriale 

«Il sistema 118, oggi caratterizzato da precarietà strutturale e organizzativa, deve essere pienamente integrato nella rete ospedaliera e nella medicina di prossimità. È necessario superare l’attuale separazione operativa tra il servizio di emergenza/urgenza e gli altri attori della rete sanitaria, in particolare pronto soccorso, case e ospedali di comunità, e medicina generale. Il servizio del 118 va incluso nella programmazione sanitaria regionale e provinciale, attraverso strumenti di coordinamento e governance che ne valorizzino il ruolo strategico».

 

2 - Rafforzamento dell’assistenza territoriale come asse portante per la gestione della cronicità 

«La medicina territoriale deve diventare il perno della presa in carico dei pazienti, specie quelli affetti da patologie croniche, evitando sovraccarichi sugli ospedali. Occorre rafforzare le AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) e l’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata), valorizzando il lavoro in team dei medici di medicina generale e la continuità assistenziale. È fondamentale assicurare loro risorse, strumenti e modelli organizzativi omogenei su tutto il territorio provinciale».

 

3 - Indicazione dei privati accreditati nella programmazione della rete ospedaliera 

«I posti letto dei soggetti privati accreditati rappresentano una componente significativa e strutturale del sistema sanitario regionale. Nella revisione in corso, questi devono essere esplicitamente conteggiati e coordinati con l’offerta pubblica, secondo criteri di trasparenza, programmazione e appropriatezza. Va avviato un confronto ad hoc per definire modalità e criteri condivisi per la loro integrazione nel sistema sanitario complessivo».

 

4 - Tutela del lavoro nei servizi gestiti da enti accreditati: accreditamento e condizioni occupazionali 

«Va avviata una riflessione strutturata, anche nell’ambito del Tavolo della Salute provinciale e coinvolgendo le organizzazioni sindacali, sull’accreditamento degli enti privati e dei soggetti operativi affidatari di servizi socio-sanitari-assistenziali. Oltre alla necessaria trasparenza nei criteri di accreditamento, è essenziale garantire la piena tutela dei diritti dei lavoratori impiegati presso tali enti, riconoscendo la loro funzione strategica all’interno del sistema sanitario integrato. 

In particolare, vanno affrontate questioni come: definizione degli standard dei requisiti minimi di trasparenza (es. certificato e verbale di revisione, bilancio sociale ecc.); dimostrazione dell’obbligo formativo per il personale impiegato; aggiornamento annuale dei requisiti; clausola sul conflitto di interessi; obbligo di applicazione dei CCNL di settore sottoscritto dalle organizzazioni sindacali maggiormente comparative». 

«Questi elementi - concludono Attanasio e Giuliano - sono indispensabili per evitare segmentazioni nel mondo del lavoro sanitario e assicurare omogeneità di trattamento, dignità lavorativa e qualità nei servizi erogati».

(rn)

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