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Servizio Asacom - Cisl, Fisascat e Ass. Asacom Ets: «Il Comune di Catania modifichi l'Avviso pubblico del 30 giugno»

Servizio Asacom - Cisl, Fisascat e Ass. Asacom Ets: «Il Comune di Catania modifichi l'Avviso pubblico del 30 giugno»

21/07/2025 17:12

Disapplicato lo stesso regolamento comunale

«Ci appelliamo al sindaco Trantino, perché si adoperi affinché vengano restituite regole certe e non “discrezionali”»

Catania, 18 luglio 2025 - «La toppa è peggiore del buco! L’assessorato alle Politiche Sociali di Catania modifichi o revochi in autotutela l’Avviso Pubblico del 30 giugno 2025 riguardante il servizio di assistenza all’autonomia e comunicazione (Asacom) agli studenti con disabilità. Apra con urgenza un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL e le rappresentanze del settore. Restituisca al servizio Asacom regole, trasparenza, vigilanza, e qualità, per il bene dei lavoratori e degli studenti assistiti e per la tutela della stessa amministrazione comunale». 

È quanto chiedono le segreterie della Ust Cisl Catania e della Fisascat Cisl Catania, e l’Associazione Asacom Ets, che giorni fa hanno indirizzato una richiesta ufficiale in tal senso all’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Catania, Bruno Brucchieri, alla direzione del Servizio Politiche Sociali e Famiglia e al sindaco Enrico Trantino. 

«La risposta dell’assessorato alle nostre richieste è stucchevole e molto preoccupante - affermano Maurizio Attanasio, segretario generale Cisl Catania, Michele Musumeci, segretario generale Fisascat Cisl Catania, e Maurizio Benincasa, presidente Associazione Asacom - essa legittima confusione istituzionale; la non trasparenza dei requisiti posseduti da chi si candida a gestire servizi milionari del Comune di Catania; l’alienazione dei diritti dei lavoratori; la disapplicazione di regole di trasparenza e di governo e persino dello stesso regolamento deliberato dal consiglio comunale». 

«E non solo: piuttosto che inserire ulteriori regole di governo di un servizio importante e delicato, introduce elementi discrezionali che consentiranno a chiunque di accreditarsi a diventare datori di lavoro “prenditori”, e non imprenditori, di centinaia di lavoratori che poi, in alcuni casi, saranno sfruttati, sottopagati, ricattati e resi “lavoratori poveri”». 

«A chi serve non avere puntuali elementi di controllo e di trasparenza gestionale e lavorativa? Tutto ciò non va in controtendenza con l’importante e significativo sforzo ricercato dallo stesso sindaco e amministrazione nell’aumentare le somme economiche per la copertura del servizio e per salvaguardare i diritti dei lavoratori e rendere un buon servizio agli assistiti?» si chiedono Attanasio, Musumeci e Benincasa.

Sono stati cancellati, infatti, tutti i requisiti minimi di trasparenza (certificato e verbale di revisione, bilancio sociale, garanzie economiche); ogni obbligo formativo per il personale, anche su sicurezza e prevenzione; i controlli annuali sul mantenimento dell’accreditamento; il riferimento al Regolamento consiliare comunale; la clausola sul conflitto di interessi.

Per Attanasio «il ruolo del sindacato, scevro da appartenenze ideologiche o politiche, non è quello della vertenzialità e della protesta fine a sé stessa, ma della proposta fondata su conoscenza, esperienza e responsabilità. In questi mesi, assieme alla nostra Fisascat e agli amici dell’Associazione Asacom, abbiamo esercitato pienamente questa funzione, portando all’amministrazione indicazioni concrete per un sistema di accreditamento rispettoso delle normative, dei diritti, della dignità e della trasparenza, oltre che alla tutela degli alunni assistiti. Ignorare tutto questo, e farlo in totale silenzio, è una scelta grave che mina il principio stesso della partecipazione e della co-progettazione e della corresponsabilità tanto richiamato nei documenti ufficiali, ma evidentemente disatteso nei fatti».

Nell’Avviso del Comune, ancora più grave è l’eliminazione delle garanzie economiche a tutela delle retribuzioni in caso di ritardi: è stata ignorata una proposta, ispirata al modello virtuoso della Città Metropolitana, che prevedeva la dimostrazione di una solidità finanziaria sufficiente a coprire almeno tre mensilità. 

Secondo Musumeci «siamo davanti a un atto che lede in modo evidente le tutele contrattuali, retributive e professionali degli operatori Asacom. L’eliminazione di ogni requisito economico, l’assenza di vincoli formativi, il mancato riferimento alla normativa vigente: tutto questo configura un arretramento netto della qualità del lavoro e una deregolamentazione inaccettabile. Il lavoro di cura, specialmente in contesti educativi, richiede regole chiare, garanzie e valorizzazione, non soluzioni al ribasso».

Per Benincasa, «la qualità dell’inclusione scolastica non si misura con la quantità delle ore erogate, ma con la competenza, la formazione, la continuità e il rispetto delle condizioni di lavoro degli assistenti. Il sistema delineato da questo avviso è fragile, opaco e insostenibile. Se davvero si vuole cambiare, occorre partire dal basso: dalla voce di chi lavora nelle scuole ogni giorno. Senza ascolto, senza confronto, nessun patto di accreditamento potrà mai generare qualità, né dignità».

«Se l’amministrazione comunale di Catania non annullerà o revocherà l’Atto in autotutela – affermano insieme Attanasio, Musumeci e Benincasa – ci riserviamo di intraprendere ogni iniziativa prevista dall’ordinamento, sia sindacale che legale, coinvolgendo anche le famiglie e la cittadinanza. Non possiamo accettare che il futuro di lavoratori, bambini e ragazzi venga trattato con questa leggerezza. Chiediamo il sostegno delle famiglie, delle scuole, delle associazioni, di tutta la comunità educante».

«Ci appelliamo al sindaco Trantino, a cui riconosciamo di essersi esposto in modo significativo su questo importante servizio, perché si adoperi affinché vengano restituite regole certe e non “discrezionali” dell’assessorato, regole che, ricordiamo, sono previste dagli enti preposti alla trasparenza e alle buone regole di gestione degli affidamenti pubblici».

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