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Nuova rete ospedaliera, Cisl e Fnp Catania: «Ascoltare la voce di chi rappresenta le fasce più fragili»

Nuova rete ospedaliera, Cisl e Fnp Catania: «Ascoltare la voce di chi rappresenta le fasce più fragili»

01/10/2025 14:11

Appello a Regione e Azienda sanitaria 

L’assistenza territoriale torni al centro della programmazione sanitaria per essere vicina ad anziani, cronici e non autosufficienti

Chi non ha le risorse economiche deve continuare a essere curato dalle strutture pubbliche

Catania, 24 luglio 2025 - Nella definizione della nuova rete ospedaliera predisposta dall’assessorato regionale alla Salute va ascoltata anche la voce di chi rappresenta gli utenti e le fasce più fragili e vulnerabili della popolazione. Chiediamo alla Regione Siciliana e all’Asp, anche attraverso il Tavolo della Salute provinciale – fortemente voluto dalla Cisl – di attivare immediatamente un confronto vero e strutturato. 

«Negli ultimi giorni - affermano Maurizio Attanasio, segretario generale Cisl Catania, e Giacomo Giuliano, segretario generale della Fnp Cisl provinciale - abbiamo assistito a una vera e propria “fiera politica” attorno alla definizione di divisioni specialistiche, lungodegenze, posti letto e classificazioni ospedaliere. Il clima di questo dibattito appare più vicino a una logica di “il tuo e il mio” che a una reale pianificazione sanitaria aderente ai reali bisogni di comunità». 

«Da rappresentanti anche dei semplici fruitori del sistema sanitario - spiegano - esprimiamo forte perplessità: per i tempi di presentazione della nuova rete che anticipano di gran lunga la definizione della medicina territoriale, per l’assenza di maggior chiarezza nei criteri adottati e una visione unitaria sull’equilibrio tra sanità pubblica e privata».

«Avevamo auspicato che, dopo i primi confronti con i sindaci e le rappresentanze delle categorie professionali dei lavoratori, fosse ascoltata anche la voce di chi rappresenta gli utenti. Una riforma di tale portata, che anticipa persino il completamento della trasformazione della medicina di prossimità, non può essere definita infatti senza il coinvolgimento dei territori e degli stakeholder sociali». 

«Affinché la riforma delineata dal DM 77/2022 non resti un documento teorico - sottolineano Attanasio e Giuliano - occorre una reale integrazione con una rete ospedaliera funzionale ed efficiente, capace di rispondere alle esigenze dei cittadini, ma di tutto ciò non ci sembra se ne sia parlato, almeno guardando il piano dal punto di vista dei fruitori. Il rischio che avvertiamo è di creare un sistema “monco”, con servizi che si sovrappongono o che risultano assenti in aree cruciali del territorio, privando alcune comunità di risposte adeguate».

«Anche per questo - continuano - chiediamo che occorra una verifica puntuale dell’attuazione degli interventi già previsti e del funzionamento del rapporto pubblico-privato, privilegiando il primo e difendendo la sanità pubblica come bene collettivo e diritto costituzionale. Non si può continuare a “cedere” pezzi del sistema sanitario pubblico al privato senza un confronto trasparente. Chi non ha le risorse economiche deve continuare ad essere curato dalle strutture pubbliche».

Secondo Attanasio e Giuliano, «l’aumento degli accessi ai Pronto Soccorso, spesso impropri, è il sintomo di una carenza strutturale di servizi intermedi, come ambulatori di continuità assistenziale e presidi territoriali. Come nella provincia di Catania, non appare ancora evidente l’esistenza di una rete organizzata e funzionale per l’emergenza-urgenza. Gli ospedali cittadini sono oberati, e in mancanza di soluzioni alternative, l’intero sistema rischia il collasso. È urgente intervenire».

La Cisl e la Fnp Cisl di Catania ribadiscono che l’assistenza territoriale deve tornare al centro della programmazione sanitaria. È nei territori che si misura la capacità del sistema di essere vicino ai cittadini, soprattutto i più fragili, anziani, cronici e non autosufficienti. 

«È indispensabile - avvertono Attanasio e Giuliano - completare l’attuazione della Missione 6 del PNRR e dare pieno sviluppo al DM 77/2022 attraverso il rafforzamento del ruolo del Distretto sanitario; la creazione di una rete capillare di Case della Comunità; il potenziamento strutturale delle cure primarie; una presa in carico integrata tra ospedale e territorio; la piena attuazione delle AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali); la concreta diffusione della telemedicina, rendendola accessibile ed efficace per tutti».

«Parallelamente - aggiungono - è fondamentale rilanciare l’assistenza ospedaliera, aggiornando il DM 70/2015 e rendendo le strutture ospedaliere moderne, funzionali e distribuite in modo equilibrato, tenendo conto di dati epidemiologici, demografici e territoriali. Altro nodo cruciale è la prevenzione, da rafforzare in tutte le sue aree, con un focus particolare su screening oncologici; visite strumentali; campagne di sensibilizzazione alla prevenzione.

«Ecco perché chiediamo alla Regione Siciliana e all'azienda sanitaria di attivare immediatamente un confronto vero e strutturato con le parti sociali. Solo così, sarà possibile garantire una sanità pubblica di qualità, equa, accessibile e sostenibile, all’altezza dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione».

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