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CRISI E TEMI LOCALI, ESECUTIVO CISL: A CATANIA CONFRONTO FERMO

CRISI E TEMI LOCALI, ESECUTIVO CISL: A CATANIA CONFRONTO FERMO

29/11/2013 19:36

A rischio i driver di sviluppo: sistema dei trasporti, industria di eccellenza e filiere

Fronte comune tra istituzioni, forze sociali, imprenditoria per cambiare strategia

Catania, 29 novembre 2013 - «A Catania il confronto sulla città è fermo, mentre la retrocessione grave che si rischia è sui trasporti, sull’industria e sulle politiche sociali». La denuncia della Cisl etnea arriva nel corso dell’esecutivo di oggi, per esaminare la situazione politico-sindacale nella provincia.

«Siamo davanti a una emergenza che si aggrava sempre più – dice Rosaria Rotolo, segretaria generale della Cisl catanese – al recente declassamento dell’aeroporto di Fontanarossa e alla rimodulazione degli investimenti per StM si aggiungono le notizie sconfortanti che arrivano dall’ultimo report della Fondazione Curella e i dati Istat sulla disoccupazione, specie quello sullo scoraggiamento dei giovani. Ne viene fuori un quadro in cui, ogni giorno che passa, le ombre prevalgono sulle luci. E, purtroppo, abbiamo l’impressione che la politica e le istituzioni siano distanti dalla condizione in cui versa il territorio catanese e ancora non comprendono le dimensioni del dramma che vivono tante famiglie della nostra provincia».

«A Catania – aggiunge – dall’amministrazione comunale, al di là della dichiarata disponibilità al dialogo, attendiamo passi concreti che vadano verso un confronto serio e reale. E soprattutto è necessario che per affrontare seriamente i problemi che abbiamo davanti, occorre uno scatto d’orgoglio, un’assunzione di responsabilità, che porti a costituire quel fronte comune che da tempo caldeggiamo, finora sembra inutilmente».

Per Rotolo, «c’è bisogno della partecipazione delle migliori intelligenze e dei migliori professionisti nei vari settori, dei rappresentanti delle istituzioni più responsabili per poter superare i gravissimi limiti di un’azione politica insufficiente ad arginare l’emergenza. Ma non possono essere episodi isolati: ormai la situazione richiede la costituzioni di tavoli permanenti per affrontare i vari aspetti della crisi e tutelare i lavoratori».

La segretaria generale della Cisl catanese sostiene che «Catania non può assistere inerme al declassamento e allo svuotamento dei principali driver di sviluppo suoi e della Sicilia orientale: il sistema trasporti e della mobilità interna, porto, aeroporto, metropolitana devono ridiventare volani di crescita e occupazione; l’industria meccanica di precisione e l’hi-tech non possono essere abbandonati a un destino deciso altrove; filiere e i consorzi alimentari, artigianali e produttivi devono diventare la regola perché il sistema delle imprese locali sia presente e competitivo sui mercati internazionali. L’edilizia continua a essere un settore in grande sofferenza e regna l’incertezza sulle ripercussioni dell’abolizione delle Province regionali per i dipendenti e gli enti collegati e l’attribuzione delle molte e importanti competenze svolte finora dall’ente provinciale».

«Infine – conclude Rotolo – occorrono progetti e politiche attive del lavoro per chi è stato allontanato dal mercato perché possa essere riimmesso nel meccanismo produttivo e contribuire con dignità allo sviluppo. Ma per tutto ciò occorre che istituzioni, forze sociali e imprenditoriali siano attori di un cambiamento di passo e di strategia per il bene comune».

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