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EMERGENZA COVID-19, INSEDIATO IL COMITATO REGIONALE PER IL PROTOCOLLO DI SICUREZZA IN SANITÀ

EMERGENZA COVID-19, INSEDIATO IL COMITATO REGIONALE PER IL PROTOCOLLO DI SICUREZZA IN SANITÀ

02/04/2020 12:47

Si è insediato oggi, 1 aprile 2020, il comitato regionale per l’applicazione del “Protocollo per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori della sanità, dei servizi socio-sanitari e dei servizi socio-assistenziali per l'emergenza sanitaria da Covid-19”, così come previsto dal protocollo stesso, siglato a Roma lo scorso 24 marzo dalle confederazioni e dalle federazioni di CGIL, CISL e UIL e dal ministro della Salute Roberto Speranza.

Alla prima seduta del comitato, che si è svolta in video conferenza, hanno partecipato l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali: Alfio Mannino e Gaetano Agliozzo per la CGIL e la Fp Cgil, Sebastiano Cappuccio e Paolo Montera per la CISL e la Cisl Fp, Claudio Barone e Angelo Gambera per la UIL e per la Uil Fp, Giuseppe Messina per l’UGL. Obiettivi del comitato - che dovrebbe riunirsi una volta alla settima almeno e ogni volta che sarà opportuno - sono il monitoraggio e la segnalazione delle situazioni più critiche presenti sul territorio regionale, nonché il confronto in merito ai provvedimenti di prossima adozione per fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso.

I sindacati hanno ribadito l’importanza di sfruttare questo strumento e questo tempo per permettere la circolazione di informazioni più precise e puntuali. Hanno sollecitato tra l’altro l’Assessore di adoperarsi per sensibilizzare alla costituzione di analoghi comitati anche a livello aziendale, come già richiesto unitariamente dalle segreterie territoriali delle confederazioni e delle federazioni di CGIL, CISL e UIL,  in modo anche da ottimizzare i tempi di lavoro e generare un clima di collaborazione tra lavoratori e parte datoriale. L’assessore ha condiviso la proposta e ha annunciato che avrebbe predisposto e inviato una direttiva a tutte le Aziende Sanitarie.

 

L’assessore Razza, dopo gli interventi delle OO.SS. che hanno manifestato tutto il malessere di tutti i lavoratori della sanità, pubblica e privata, dell’emergenza - urgenza, del terzo settore e degli appalti, di fronte alle carenze nella rete di distribuzione dei Dispositivi di protezione individuali (DPI), ha fornito dei chiarimenti in merito e ci ha tenuto a precisare che non vi è responsabilità imputabile ad alcuno e che si tratta piuttosto della conseguenza di oggettive difficoltà di reperimento dovute alla pandemia in corso che ha travolto il sistema produttivo globalmente. Razza ha ribadito però che è priorità del governo tutelare la salute dei lavoratori e che c’è anche la disponibilità, se necessario, ad andare perfino oltre le linee guida stabilite dall’OMS e dall’ISS, ma che finché ci sarà carenza di dispositivi idonei è complicato ipotizzare di agire in difformità con quanto previsto dalla circolare del Ministero della Salute.

L’assessore alla Salute ha riferito, inoltre, che da lunedì dovrebbe aver luogo la distribuzione delle mascherine e dei dispositivi di protezione prodotti in Sicilia dal distretto produttivo Meccatronica.

E ribadendo, comunque, l’importanza di far lavorare con serenità gli operatori sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali, anche dal punto di vista psicologico, l’assessore ha chiesto la collaborazione di tutti per evitare che si generi un allarme sociale le cui conseguenze si potrebbero riversare sugli stessi lavoratori e sui pazienti e ha garantito che non verrà meno l’impegno, autonomo e indipendente, anche delle strutture sanitarie, per fornire tutti i DPI necessari ai lavoratori impiegati sul campo.

Inoltre riguardo la richiesta delle parti sociali in ordine alla necessità di attivare servizi di sostegno psicologico, l’assessore ha Annunciato di averne già attivati alcuni e di prendere in considerazione un ulteriore sviluppo attraverso numeri verdi dedicati.

L’assessore ha puntualizzato anche che se attualmente nell’isola l’andamento epidemiologico è sotto controllo, e la dimensione dei posti letto di terapia intensiva si è dimostrata congrua, è soprattutto grazie all’efficacia delle tempestive misure di contenimento varate del governo regionale e perché, rifornitasi autonomamente e per tempo, la sanità regionale ha potuto praticare fino a oggi quasi 20 mila tamponi.

Il problema del reperimento delle risorse utili a controllare e contrastare la diffusione del Covid-19 riguarda, d’altronde, non soltanto i DPI, ma anche molti altri aspetti. In questi giorni, per esempio, la Regione è impegnata - come altre Regioni d’Italia - a fronteggiare la carenza di reagenti per l’analisi dei tamponi effettuati su possibili casi di Covid-19. Si tratta di materiali che prevalentemente arrivano da aziende straniere che, considerando la dimensione pandemica dell’emergenza, attualmente non stanno consegnando in Italia. L’assessore ha riferito che sono soltanto un paio le aziende produttrici che si trovano sul territorio nazionale e che con la loro produzione si stanno sobbarcando il fabbisogno dell’intero Paese.

In questa condizione di scarsità di reagenti, molti laboratori di analisi si stanno ritrovando nell’impossibilità di lavorare, oltre al fatto che attualmente l’unica metodologia ritenuta valida dall’ISS richiede dalle 4 alle 5 ore per gli esiti. Si sta lavorando quindi in più direzioni: verificare l’attendibilità di altri tipi di test, sierologici nello specifico, che possano essere utilizzati per far fronte all’urgenza ma per permettere anche di monitorare lo stato di salute del personale sanitario in quanto potrebbero offrire la possibilità di essere ripetuti periodicamente; diminuire i tempi di attesa per l’esito dei tamponi effettuati; reperire i reagenti e il materiale necessario per le analisi.

I sindacati hanno ribadito la necessità di effettuare controlli estesi a tutto il personale sanitario, per permettere loro di lavorare con la giusta serenità. E a tal proposito hanno anche proposto all’assessore Razza di sfruttare le IPAB rimaste inattive. Queste strutture, con minimi interventi strutturali, potrebbero essere destinate, al pari degli alberghi (ex ord. n.10/2020 del presidente della Regione), a diventare strutture residenziali per accogliere persone poste in quarantena o come residenza per quel personale sanitario che, impiegato sul campo, non possa o non desideri, per cautela, tornare a casa dai familiari. Una soluzione che permetterebbe di trovare una soluzione anche per la vertenza che riguarda il personale di queste strutture, che attualmente si trova senza lavoro, senza stipendio e senza la possibilità di accedere alle misure straordinarie varate dai governi nazionale e regionale, in quanto non formalmente disoccupati.

Altro tema al centro dell’incontro: la gestione del personale e le assunzioni, sulle quali le OO.SS. hanno ribadito la loro assoluta contrarietà al ricorso alle partite IVA, avvenuto in alcuni casi, che non offre le stesse tutele e garanzie, anche ai fini assicurativi, rispetto al personale con contratto di lavoro subordinato, proponendo per loro la stipula di una apposita assicurazione integrativa e riservandosi di inviare una proposta, affinché per detto personale venga emanata una circolare a loro tutela.

 

Riguardo alle stabilizzazioni ed alle assunzioni, i sindacati, facendo riferimento anche ad una recente sentenza della Corte Costituzionale sull’assunzione di personale sanitario nelle regioni (n. 20/2020), hanno sollecitato al governo regionale un programma di assunzioni straordinario supportato da una norma regionale, per sopperire alle strutturali carenze di organico che sono divenute ancora più evidenti in fase di inaspettata emergenza sanitaria. L’assessore ha apprezzato la proposta e ha riferito di aver già aperto sul tema un confronto con il Parlamento regionale, riscontrando un’ampia condivisione da parte delle forze politiche. Inoltre, Razza ha dichiarato che l’intenzione del governo regionale è quella di stabilizzare, a emergenza finita, anche quel personale che è stato impiegato al momento con contratto a tempo determinato (ex DL n. 14/2020) e ha spiegato che la somministrazione di contratti a partita IVA, criticata dai sindacati, è stata dettata esclusivamente dall’urgenza perché non c’è stato un modo alternativo per ottenere la medesima prontezza di risultato.

L’assessore ha inoltre comunicato che, nella gestione dell’emergenza, le strutture dell’Aiop hanno offerto posti letto per la cura dei pazienti non Covid-19, garantendo così la possibilità al settore pubblico di concentrare più forze e risorse sulla gestione dell’epidemia infettivologica. Inoltre, Aiop ha messo a disposizione alcuni elementi del proprio personale per rafforzare i turni. Una collaborazione profonda che ha visto pubblico e privato lavorare fianco a fianco nella gestione dell’emergenza sanitaria.

Quanto alla sicurezza negli ospedali, le organizzazioni sindacali hanno chiesto garanzie sul rispetto pedissequo delle misure di prevenzione nelle strutture che stanno per essere trasformati, anche solo parzialmente in Covid hospital: alcune sono già ben attrezzate, per altre, invece, bisogna osservare delle regole ben precise, a cominciare dagli accessi ben distinti per personale sanitario e pazienti. Sul tema, le OO.SS. hanno chiesto notizie anche sul San Giovanni Di Dio di Agrigento, assurto in questi giorni agli onori della cronaca. Razza ha rassicurato sul fatto che percorsi e accessi saranno separati e solamente un intero piano sarà destinato alla degenza dei malati di Covid-19.

Dopo aver affrontato il caso dell’”Oasi di Troina”, “zona rossa” in cui si è verificato oggi il secondo decesso, l’assessore Razza ha assicurato anche il massimo impegno per garantire cure e tutele al personale e ai pazienti delle RSA e delle strutture del Terzo Settore.

In più, l’assessore Razza ha garantito ai sindacati, fermi sul punto, la volontà del governo regionale di andare incontro alle esigenze del personale di Seus 118 e degli autisti-soccorritori in particolare. L’esigenza più volte manifestata dai lavoratori, per mezzo dei sindacati, di essere dotati di DPI idonei, in quanto direttamente e concretamente coinvolti nella gestione dei pazienti da trasportare, sarà tenuta in considerazione via via che si effettueranno le successive distribuzioni di dispositivi di protezione. L’assessore ha infatti chiarito che la volontà è quella di andare incontro alle richieste dei lavoratori anche perché favorire un meccanismo di protesta in questo momento di difficoltà sarebbe un gravissimo errore.

Infine, l’assessore Razza ha garantito ai sindacati che chiederà alle Aziende Sanitarie di non esacerbare i rapporti con i lavoratori in questo frangente utilizzando i procedimenti disciplinari, ma richiamerà anzi i dirigenti del SSR al rispetto dell’art. 103 del DL n.18 del 17 marzo 2020 in merito alla sospensione dei procedimenti amministrativi.

L’incontro si è concluso con l’impegno a proseguire con i lavori del comitato regionale appena insediato, nello spirito di una collaborazione leale tra sindacati e istituzioni, per il bene e la tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini.

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