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NUOVA FABBRICA INTEL, BENE MUSUMECI MA ANCHE IN SICILIA OCCORRE "FARE SQUADRA"

NUOVA FABBRICA INTEL, BENE MUSUMECI MA ANCHE IN SICILIA OCCORRE "FARE SQUADRA"

30/09/2021 16:47

La querelle col Piemonte

Attanasio: «Non può esistere politica di coesione senza politica industriale. Si passi dalle enunciazioni ai fatti senza schermaglie politico-ideologiche

Catania, 30 settembre 2021 - «Perché Catania possa “rivendicare a pieno titolo l’insediamento del futuro stabilimento di Intel”, così come per altre multinazionali, occorre che anche in Sicilia la politica e gli attori dello sviluppo socio-economico sappiano “fare squadra”, come succede in altre aree del Paese. Ma, responsabilmente, ciascuno deve fare la propria parte: servono zone industriali ben infrastrutturate, efficienza dei servizi, assi viari internodali funzionanti, investimenti nella formazione della forza lavoro. E occorre una strategia partecipata con le parti sociali».

Così Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania, che la settimana scorsa è stata la prima organizzazione sindacale, con la Fim, a lanciare l’appello per lo stabilimento Intel, commenta la dichiarazione del presidente Nello Musumeci sulla querelle Catania-Torino.

«Fa bene il presidente Musumeci a evidenziare – aggiunge – che la Sicilia può offrire competenze e intelligenze con i suoi centri di ricerca, come quelli presenti a Catania e nella zona industriale etnea che già ospita importanti insediamenti tecnologici. Finalmente la politica ha squarciato il velo di quell’assordante silenzio, che sa tanto di indifferenza. Però, se non si passa dalla enunciazione ai fatti, corriamo il rischio che un bisogno primario sociale qual è il lavoro, possa essere oggetto di “schermaglie” politico-ideologiche.

Per Attanasio «non può esistere alcuna politica di coesione che possa fare a meno di una politica industriale». «Il presidente Musumeci, la deputazione regionale e nazionale, tutti coloro che lavorano per il “bene comune” – ribadisce – vadano oltre le enunciazioni e dimostrino, con concretezza, di fare quadrato, generando quelle condizioni che rendano l’area metropolitana di Catania attrattiva e, dall’altra parte, chiedere ai “decisori” nazionali di restituire a Catania il giusto ruolo che merita nel campo dell’industria del Sud. Da lungo tempo, la Cisl ha sollevato la questione dell’attrattività dell’area, della cura e della manutenzione di cui ha bisogno, perché sia garantita la sicurezza di chi lavora e l’operatività di chi produce.

«Per essere attrattiva – osserva Attanasio – la zona industriale etnea, oltre ai benefici previsti dall’attivazione della ZES, deve offrire certezze a chi vuole investire: con un serio censimento delle aree libere e sgombero delle dismesse; con un consorzio che assicuri manutenzione e controllo; con servizi erogati dai vari enti in maniera efficiente; con accordi tra le parti sociali e datoriali che assicurino formazione ai lavoratori e giuste condizioni a sostegno dell’occupazione e il lavoro».

«Anche a Catania – continua – a nostro avviso, occorre uno “shock positivo”, capace di generare azioni positive che ci consentano l’aggancio alla ripresa del Paese. Riteniamo sia indispensabile avviare ciò che la Cisl definisce, a livello nazionale e regionale, un nuovo “Patto sociale per la salute e il lavoro”. Nel nostro appello del 23 settembre scorso, infatti, avevamo invocato ancora una volta un impegno corale della politica e di tutti gli attori interessati nella vicenda. Occorre, dunque, oggi più che mai “fare squadra”.

«Fa piacere - conclude il numero uno della Cisl catanese - che la rappresentanza politica più autorevole, come la presidenza della Regione siciliana, stia facendo sentire la propria voce. Ma ciò non basta: tutti coloro che hanno a cuore le sorti di questa disputa e che hanno a vario titolo responsabilità nell’assicurare quelle “credenziali dell’area da individuare” necessarie per portare a casa la partita Intel non possono più rifuggire da ciò che tocca al loro impegno».

(rn)

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