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INCENDIO ALLA ZONA INDUSTRIALE, ACCELERARE L'INTESA PER GLI INTERVENTI DI BONIFICA

INCENDIO ALLA ZONA INDUSTRIALE, ACCELERARE L'INTESA PER GLI INTERVENTI DI BONIFICA

09/04/2018 17:12

La proposta già nella Cabina di regia

Occorre una conferenza di servizi tra Comune, ex Provincia e Regione per definire le competenze e armonizzare gli interventi

Catania, 7 marzo 2018 - «L’incendio divampato in un capannone della Sicula Trasporti e che ha bloccato le produzioni industriali delle aziende circostanti, compresa la StMicroelectronics, pone ancora l’accento sulla sicurezza e sul recupero della zona industriale catanese. Comune, Città metropolitana e Irsap devono mettersi insieme per organizzare gli interventi che non possono essere più rimandati».

Così commentano Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania, e Piero Nicastro segretario generale della Fim Cisl siciliana, il rogo all'impianto di rifiuti di via Gorgone, nella zona industriale, e le sue conseguenze sulle aziende vicine. 

«Attendiamo i rilievi dei Vigili del fuoco sulle cause dell’incendio – aggiunge Nicastro – ma ciò che urge evidenziare è che non si possono mettere a rischio le produzioni industriali, come quella della StMicroelectronics che ha subìto il blocco delle produzioni perché l’aria era irrespirabile sia dentro che fuori i reparti. Sono migliaia i lavoratori coinvolti e decine le aziende coinvolte in questo fermo». 

«Nella cabina di regia del Patto per Catania – sottolinea Attanasio – abbiamo più volte sollecitato la necessità di una conferenza di servizi tra gli enti che hanno competenza sulle aree della zona industriale, il Comune, l’ex Provincia e la Regione, per organizzare e armonizzare gli interventi di bonifica».

«Nella zona industriale catanese – ribadiscono infine Attanasio e Nicastro – c’è la necessità di sistemare le strade, come già sta facendo il Comune, per favorire i possibili insediamenti di postazioni del 118 e della Polizia di Stato. Ma c’è anche l’urgenza di bonificare terreni e torrenti, per mitigare il rischio idrogeologico della zona e quello di atti vandalici, che ricadono nelle zone di competenza regionale. Quest’ultimo grave episodio deve imporre un’accelerazione sul percorso di ottimizzazione degli interventi».

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