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EMERGENZA CORONAVIRUS, NO A SCELTE "BELLICHE" SU CHI CURARE. ISTITUZIONI SICILIANE FACCIANO LO STRAORDINARIO

EMERGENZA CORONAVIRUS, NO A SCELTE "BELLICHE" SU CHI CURARE. ISTITUZIONI SICILIANE FACCIANO LO STRAORDINARIO

11/03/2020 14:16

La terapia intensiva 

«L'età o il maggiore beneficio non siano discriminanti. Dalla Regione occorre impegno a reclutare nuovo personale e riattivare strutture» 

Catania, 9 marzo 2020 - «Ci opponiamo fermamente all'eventualità che, nel caso di escalation di ricoveri in terapia intensiva, prevalga la scelta, eticamente discutibile, di trattare alcuni pazienti e di limitare i trattamenti intensivi su altri basandosi sull'età di questi ultimi. Le istituzioni siciliane facciano lo straordinario, perché risorse sufficienti in termini di strutture e di personale siano disponibili sia per affrontare l’attuale emergenza coronavirus sia per il buon funzionamento complessivo della sanità dell’Isola». 

Lo affermano Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania, e Pietro Guglielmino segretario generale della Fnp Pensionati Cisl etnea. 
«In questi giorni di massimo allarme – spiegano – i media hanno riportato interviste che ci fanno temere che la delicatezza della situazione che stiamo attraversando stia facendo emergere considerazioni etiche quasi da evento bellico: cioè che in mancanza di risorse sufficienti per tutti i pazienti affetti dalla patologia da Covid-19 e che hanno bisogno di terapia intensiva, gli anestesisti-rianimatori potrebbero puntare l’attenzione sull’appropriatezza dei trattamenti verso chi ne può trarre maggiore beneficio».
«Noi ci opponiamo fermamente a tale eventualità – tuona Guglielmino – anche fosse solo dovuta a cattiva informazione, che però pare stia avendo diffusione mediatica anche nei programmi di intrattenimento della RAI: fare una scelta tra anziani e giovani da trattare risulterebbe un’ulteriore discriminazione per le persone anziane che tradirebbe persino il giuramento di Ippocrate al quale si ispira la professione medica».
Per Attanasio «i medici, e tutto il personale chiamato in causa, stanno dando il meglio in una situazione davvero complessa e non vorremmo si dovessero trovare costretti davvero a operare scelte eticamente e clinicamente così delicate verso chi ha maggiore speranza di vita a causa di carenze di posti letto in terapia intensiva». «Piuttosto che evocare scenari bellici – attacca Attanasio – le nostre istituzioni, come la Regione Siciliana e il suo sistema sanitario, prendano i provvedimenti straordinari, seri ed efficaci, che altrove stanno prendendo per fronteggiare l’emergenza nelle strutture ospedaliere».

«Speriamo - aggiunge il numero uno della Cisl catanese - che oltre a invitare i medici delle strutture private a recarsi nei presidi pubblici e ad autorizzare gli straordinari, l’assessorato regionale alla Sanità abbia già predisposto la ricognizione dei posti di terapia intensiva disponibili nelle strutture private siciliane e, nel malaugurato caso di necessità, li faccia mettere a disposizione, assieme alla riattivazione di presidi ospedalieri dismessi; inoltre avvii il reclutamento con procedure d’emergenza di tutto il personale necessario, come si sta facendo in altre Regioni, e attivi nello stesso tempo l’espletamento dei concorsi per medici e infermieri». «Queste sono le misure che ci aspettiamo - conclude Attanasio - invece di veder ancora una volta i nostri figli, le nostre forze più giovani e qualificate, prendere la strada dell’emigrazione, consapevoli del rischio che corrono e, ancora peggio, sapendo che potrebbero essere utilizzati solo per l’emergenza. Giacché, paradossalmente, alcuni nostri giovani medici e infermieri disoccupati, nel giro di 24 ore, sono già stati contattati per poter essere assunti e prestare la loro opera negli ospedali della Lombardia e del Piemonte, mentre qui, pur con carenza di organici, non si ode alcuna possibilità di poter avere incarichi temporanei o semestrali».(rn)

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